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Martedì 27 maggio 2009 intorno alle 21 e 50, il Royal Casino di Mandelieu riceve una telefonata anonima che lo mette in guardia contro un ordigno esplosivo che sarebbe dissimulato nell'ambito del suo stabilimento. Dopo un momento d'esitazione, i dirigenti dello stabilimento decidono di fare appello ai gendarmi per analizzare la comunicazione telefonica. Ciò che sembrava essere soltanto una calugna risulta essere, secondo gli esperti, una minaccia da non sottovalutare.
Alle 22 e 10, i servizi di sicurezza decidono di fare evacuare immediatamente l'edificio. Se ne segue la ripercussione della sirena d'allarme che suona nel casinò. I clienti che pensano ad un incendio si precipitano fuori dalle loro camere. Per non creare un panico generale il dispositivo di sgombro è attivato. Bastano pochi minuti perché il casino si svuoti interamente e che ogni persona sia raccolta sul parcheggio della casa da gioco.
Poliziotti, vigili del fuoco e sminatori arrivano sul posto. I clienti assistono ad un va e vieni incessante senza che nessuno si degni di dare loro una spiegazione. Le ricerche che rischiano di durare molte lunghe ore forzano il direttore del casino ad installarli nei 3 hotel più vicini. Sono state necessarie quasi quattro lunghe ore di ricerche meticolose effettuate dagli esperti, perché qualsiasi pericolo sia allontanato. È soltanto intorno alle 3 e 45 che i clienti potranno riavere la loro camera in santa pace.
L'autore della calugna è stato molto rapidamente scoperto, pensando di essere soltanto un cattivo scherzo potrebbe costargli molto caro. In effetti, rischia non soltanto una pena detentiva ma anche una multa molto importante da pagare. Poiché se si tiene conto del Direttore del Royal Casino, le perdite si calcona intorno oltre i 75.000 euro.
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